Cantiere delle idee

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Sul fiume Elsa PDF Stampa E-mail
Scritto da Federica Zunino   
Martedì 05 Luglio 2011 12:12

Molti studi ufficiali, ormai da qualche anno e nonostante la piovosità degli ultimi periodi sia stata quasi eccezionale, ci confermano che sta peggiorando in tutta la Toscana la qualità delle acque derivate per la potabilizzazione. Infatti la Giunta Regionale è stata costretta ad autorizzare, con la delibera n. 64 del 14/02/11, in via transitoria l'utilizzo per scopi idropotabili di acque di alcuni corsi superficiali che presentano caratteristiche qualitativamente inferiori agli standard minimi previsti per la categoria A3, cioè la più bassa. I casi specifici, per le deroghe concesse fino al 31 marzo 2014, che riguardano la nostra provincia sono il lago di Chiusi e il fiume Elsa, proprio quel fiume interessato dalla presenza di schiume inquinanti di cui nessuno ancora è riuscito a scoprire l’origine nemmeno con le analisi chimiche. Secondo le organizzazioni ambientaliste, e non solo visto che il buon senso alberga in molte teste, sarebbe interessante capire per quali parametri sono state concesse, visto che le acque presentano genericamente "caratteristiche qualitativamente inferiori agli standard minimi previsti per la categoria A3 per la potabilizzazione". Ovviamente la potabilizzazione di acque più a rischio significa l’uso di tecnologie più sofisticate che avranno una ricaduta sulle bollette pagate dagli utenti. Sarebbe interessante una politica ambientale volta alla protezione del nostro patrimonio idrico, sempre più seriamente minacciato da inquinamento e scarso interesse istituzionale, e dal trasferimento ai privati della gestione degli acquedotti, che penseranno sicuramente a ottimizzare il loro investimento industriale con l’aiuto di simili deroghe piuttosto che provvedere alla salute pubblica.

 
Consiglio Comunale aperto: Flussi migratori e unità d'Italia PDF Stampa E-mail
Scritto da Federica Zunino   
Martedì 30 Novembre 2010 22:48

OTTOBRE 1912: relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione al Congresso Americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti.

 

"Non amano l'acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l'elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali".

 

La relazione così prosegue: "…… si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell'Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione".

 

Siamo stati in un passato non molto lontano un popolo di migranti; le persone emigrano per trovare migliori condizioni di vita e diritti, diritti che dovrebbero essere garantiti a tutti in ogni parte del mondo.

Emigrare è un diritto garantito dalla dichiarazione universale dei diritti umani, ma se da diritto garantito e atto volontario diventa una necessità o un atto compiuto per salvare la propria vita, questo significa che qualcosa in questo mondo non sta funzionando. O c'è possibilità di vita, di felicità, di dignità, di benessere per tutti o non ve ne sarà per nessuno.

Crediamo che non sia tanto necessario frenare i flussi migratori quanto agire sulle cause che costringono uomini e donne ad abbandonare la loro terra e spesso la loro famiglia per cercare altrove la sopravvivenza.

Contrariamente a quello che si può pensare questa è una precisa responsabilità dei cosiddetti paesi sviluppati. Risulta infatti evidente che per un principio che potremmo definire di “osmosi sociale”, l’80% della popolazione mondiale che viene lasciata con solo il 20% delle risorse a disposizione, si muoverà a cercare ciò che gli necessita la dove è stato portato. L’equa ripartizione delle risorse, l’abbandono dell’ossimoro di un modello di sviluppo basato sulla crescita continua in un mondo dalle risorse finite sono premesse fondamentali ed ineludibili per la costruzione di una società più giusta dove chi migra lo fa per scelta e non per necessità.

Se c’è uguaglianza di diritti, c’è giustizia sociale e se giustizia sociale  c’è integrazione dove Integrazione vuol dire Anche parità di diritti a fronte di parità di doveri.

Ultimo aggiornamento Martedì 30 Novembre 2010 22:48
 
VOGLIAMO RISPOSTE E TRASPARENZA PDF Stampa E-mail
Scritto da Federica Zunino   
Domenica 24 Ottobre 2010 14:42
Martedì 26 ottobre si terrà il Consiglio comunale in cui si discuteranno anche le interrogazioni (tra cui la nostra sulle manifestazioni doppie sulla via Francigena)

Vorrei sottolineare il fatto che, nonostante abbiamo richiesto al Sindaco di rispondere pubblicamente alle domande, questi non ha né risposto alle domande né ha detto nulla sul comunicato.


Questo Sindaco, che durante la campagna elettorale ha visitato 30 piazze in 30 giorni, una volta eletto non ritiene più necessario rispondere quando viene interrogato pubblicamente.

Noi dell'opposizione di sinistra lo abbiamo fatto più volte, e mai abbiamo ottenuto risposta; ma anche i cittadini di Castelfiorentino alto hanno chiesto al Sindaco di incontrarlo sulla pubblica via per rispondere alle loro domande (questo è successo da oltre un mese). E anche loro hanno ottenuto un bel silenzio per tutta risposta.

Evidentemente, questa maggioranza ed il Sindaco non ritengono più necessario parlare con i loro elettori (e non) una volta conclusa la campagna elettorale. Perché così siamo considerati: elettori e non cittadini.


Riteniamo la cosa poco trasparente e soprattutto poco corretta, se messa in atto da un partito che durante la campagna elettorale ha fatto della partecipazione uno dei punti di forza.


Gruppo Consiliare PRC-Cittadini per Castelfiorentino
 
Risposta al vicesindaco sulla via Francigena PDF Stampa E-mail
Scritto da Federica Zunino   
Giovedì 04 Novembre 2010 11:19
La vice-sindaco ha risposto come in Consiglio Comunale, lodando il comportamento del Comune, ma lasciando aperti molti interrogativi.
Sarebbe opportuno che anche la FIE dicesse la sua opinione.
Comunque, ribadisco che nessuno vuole il monopolio della Francigena; io sono intervenuta per sottolineare che Castelfiorentino e i suoi abitanti non si sono accorti delle 2 iniziative.
Altre opportunità si stanno presentando per lo sviluppo del nostro territorio: per esempio il mercato della filiera corta che si tiene ogni giovedì presso il Consorzio agrario, patrocinato da Coldiretti.
L'iniziativa è validissima, ma il posto è poco accessibile se non con la macchina (niente piste ciclabili,né marciapiedi). Si potrebbero fare due cose: 1) si mette un pullmino a disposizione di coloro che dal paese vogliono recarsi al mercato ; 2) oppure si cerca una collocazione più accessibile, a condizioni favorevoli per tutti.
Questo è il sostegno al territorio.
Basta con la politica autoreferenziale, che sa lodare solo se stessa.
 
Ecco il GAP ! PDF Stampa E-mail
Scritto da Eugenio Simoncini   
Domenica 24 Ottobre 2010 12:54
Come ormai da quasi due anni, anche da questo autunno riparte il Gruppo di Acquisto Popolare (GAP) di Castelfiorentino. 
Grazie a un po' di esperienza acquisita, ad una rete di GAP NAZIONALE e soprattutto alla vostra collaborazione e a nuove e fresche idee e aiuti, ci siamo pian piano "evoluti". Adesso il listino prevede molti prodotti freschi, formaggi, carne, verdure, prodotti secchi, vino, olio, caffè' del Chiapas, e soprattutto (NOVITA' CASTELLANA PER I GAP ! ! )  buste di verdure a KM ZERO & BIOLOGICI !
Trovate il listino qua sotto.
 
**Lanceremo gli ordini ogni sabato o domenica, per chiuderli il mercoledì' sera.
 
**Le consegne vengono fatte il venerdì' sera, dalle 21.30, allo Spazio Sociale (via S.Ippolito, 1/c, a Castello Alto, centro Storico).
 
**Come sempre, il PANE FRESCO del panificio di Ortimino viene consegnato il Sabato mattina (10 - 12.30).
 
** Troverete nelle Case del Popolo e nei circoli le scatole per raccogliere gli ordini, corredate di appositi moduli dove lasciare il nome e gli ordini stessi. Ogni mercoledí sera passeremo a raccogliere gli ordini, che saranno consegnati il venerdí sera  allo Spazio Sociale.

**Gli ordini partiranno dal 24 Ottobre.

 
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